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Il Tartufo bianco - Mostra nazionale

La manifestazione si svolge nel centro storico della Città la 1ª domenica di novembre ed il venerdì, sabato che la precedono. Tende a valorizzare il tartufo bianco o trifola (Tuber Magnatum Pico), una delle specie più pregiate presente in buona quantità nelle campagne dell'Alta Valle del Tevere. Il fascino del tartufo bianco ha molte componenti: il profumo acuto, inconfondibile e assoluto, la grandezza e la forma, che deve essere la più regolare e arrotondata possibile, il sapore ineguagliabile, che si esprime al meglio servito crudo senza bisogno di salse e condimenti. Nei numerosi stand presenti vengono esposti oltre al tartufo altri prodotti del bosco come funghi, castagne, miele, marmellate con frutti di bosco, olio, vino, formaggi.

La Storia del tartufo

Il tartufo è un frutto della terra conosciuto dai tempi più antichi. Si hanno testimonianze della sua presenza nella dieta del popolo dei Sumeri ed al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700 - 1600 a.C. I Greci lo chiamavano Hydnon, i Latini lo denominavano Tuber, dal verbo tumere (gonfiare).  Gli antichi Sumeri utilizzavano il tartufo mischiandolo ad altri vegetali quali orzo, ceci, lenticchie e senape. Plinio il Vecchio bianconel libro della Hystoria Naturale ci narra di un pretore, tale Lartio Licinio, che si trovò nella situazione di emettere una sentenza che gli creava un enorme imbarazzo. Un ricco cittadino chiedeva un risarcimento da una persona che gli aveva donato un tartufo contenente una moneta che gli si rivelò solo quando, addentato il tartufo, gli si spezzarono i denti incisivi.
bianchettoL'opinione di Plinio, nella sua veste di naturalista, era che il tartufo "sta fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare". Plutarco azzardò l'affermazione alquanto originale che il "Tubero" nasceva dall'azione combinata dell'acqua, del calore e dei fulmini. Nel passato, non essendo ancora stabilita l'origine dei tartufi, la scienza unita alle credenze popolari coprirono il tartufo di mistero al punto che non si sapeva definire se fosse una pianta o un animale. Venne anche definito come una escrescenza degenerativa del terreno e addirittura cibo del diavolo o delle streghe. Per una ventina di secoli, si è anche discusso sulle proprietà afrodisiache del tartufo.nero
Nel '700 il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti una delle cose più pregiate. La ricerca del tartufo costituiva un divertimento di palazzo per cui ospiti e ambasciatori stranieri a Torino erano invitati ad assistervi. Il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche utilizzò il tartufo come mezzo diplomatico, Gioacchino Rossini lo definì "Il Mozart dei funghi", lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività, Alexandre Dumas lo definì il Sancta Santorum della tavola.
Il tartufo nasce e si sviluppa vicino alle radici degli alberi; con esse vive in simbiosi; preferisce le radici del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. nero estivoLe caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si svilupperanno. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia, avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio. Le varietà del tartufo sono un centinaio, ma le specie più pregiate sono il tartufo bianco o trifola ("Tuber magnatum pico") ed il tartufo nero di Norcia ("Tuber melanosporum"). Il primo, dal profumo intenso e persistente, è diffuso in Piemonte sulle colline delle Langhe e del Monferrato, lo si trova anche in piccole zone dell'Umbria (Gubbio, Citta' di Castello), delle Marche (Acqualagna, S. Angelo in Vado), della Toscana (San Miniato), della Romagna (Valle del Montone). Il tartufo nero, dal profumo più delicato, abbonda nell'Italia centrale, specialmente in Umbria. Per ulteriori informazioni visita il sito della Comunità Montana Altotevere Umbro o la sezione dedicata alla Mostra Nazionale del Tartufo di Città di Castello