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Le ricette del mese

Questo mese le nostre ricette sono dedicate al Carnevale.

Chiacchiere

Sono molti i nomi con cui sono conosciuti questi tipici dolcetti. Chiacchiere è il nome lombardo, ma diventano bugie in Piemonte, galani a Venezia, crostoli a Vicenza, cenci in Toscana, frappe a Roma, sfrappole a Bologna, lattughe a Mantova. Una volta i delicati nodi di pasta fritta, fatti in casa e disposti in graziosi cestini di vimini venivano regalati ad amici, parenti e vicini, ed erano un simpatico pretesto per scambiarsi notizie e pettegolezzi: chiacchiere, appunto.


Per 6-8 persone: 500 gr di farina tipo "00" - 60 gr di zucchero semolato - 3 uova - 1 bustina di lievito - la scorza grattugiata di un limone - 50 gr di burro - 1 bicchiere scarso di Vinsanto o Passito - 1 pizzico di sale - zucchero a velo vanigliato q.b. Per friggere: olio d'oliva q.b.

* Setacciate la farina sulla spianatoia, mescolatela allo zucchero e al sale, fate quindi la fontana e, al centro, versate il burro ammorbidito, le uova, il vino, il lievito sciolto in poca acqua e la scorza di limone.
* Lavorate l'impasto sulla spianatoia energicamente e a lungo, affinché risulti liscio e setoso. Fatene poi una palla e lasciatela riposare per circa mezz'ora, coperta da un tovagliolo.
* Trascorsa la mezz'ora, tirate la pasta con il mattarello in una sfoglia sottile dello spessore di circa 3 mm.
* Con la rotellina dentellata tagliate la sfoglia in tanti rettangoli di circa 12x8 cm. Sempre con la rotella praticate su ciascun rettangolo per il lungo tre tagli paralleli, lasciando però intero tutto il bordo del rettangolo di pasta.
* Tuffate la chiacchiere, poche per volta, in abbondante olio ben caldo e, quando saranno dorate, sgocciolatele con un mestolo forato e fatele asciugare su carta assorbente.
* Disponete le chiacchiere su un piatto da portata ricoperto da un tovagliolo e spolverizzatele con abbondante zucchero a velo vanigliato. Si possono gustare sia calde che fredde.

Castagnole romagnole

La pasta fritta è un po' il jolly della cucina romagnola: salata, come crescentina e gnocco fritto è una gustosa alternativa al pane. In versione dolce, è un modo piacevole e casareccio per festeggiare il carnevale. Le castagnole infatti (nate probabilmente in Romagna, ma riprese altrove) sono fritelle molto semplici. Il segreto sta nella lavorazione, che deve essere lunga e regolare, in modo che la pasta si gonfi e dia senso di sazietà anche se all'interno è vuota.


Per 5-6 persone: 200 gr di farina tipo "00" - 35 gr di zucchero semolato - 1 uovo piccolo - mezza bustina di lievito - latte q.b. - la scorza grattugiata di un limone - zucchero a velo vanigliato q.b. - 50 gr di burro tenuto a temperatura ambiente - 3 cucchiai di liquore d'anice - un pizzico di sale. Per friggere: olio d'oliva q.b.

* Setacciate la farina con il sale in una ciotola, mescolatela poi con lo zucchero semolato, fate un cratere e disponetevi l'uovo, il burro a tocchi, la scorza di limone, il liquore e il lievito sciolto in poco latte.
* Impastate il tutto in modo omogeneo, quindi trasferite la pasta sulla spianatoia e lavoratela con molta cura, affinché diventi liscia e setosa.
* Dividetela in tanti pezzzetti e, sulla spianatoia infarinata, formate con ciascun tocco di pasta un cordoncino del diametro di 2 cm, allungandolo con le mani. Tagliatelo poi a piccoli dadi della lunghezza di circa 2 cm e con le dita pizzicate una delle due estremità per ottenere più o meno la forma di una castagna. Procedete in questo modo fino ad esaurire tutta la pasta.
* Fate riscaldare abbondante olio in una casseruola stretta e alta. Quando è caldo, ma non fumante, tuffate le palline di pasta, poche per volta e fatele friggere, rigirandole, finché risulteranno ben gonfie e dorate. Sgocciolatele con il mestolo forato, distribuitele su parecchi fogli di carta assorbente perché perdano tutto l'unto in eccesso.
* A mano a mano che sono pronte, disponete le castagnole su un piatto da portata e spolverizzatele con abbondante zucchero a velo fatto scendere a pioggia da un colino o da un setaccio.

Buon Appetito!

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