E'
la notte delle stelle cadenti. Dei nasi all'insù. Dei desideri inconfessati che,
nel guizzo di una scia luminosa, trovano il coraggio di sperare nella propria
realizzazione. È la notte di S. Lorenzo, 10 agosto. I proverbi attribuiscono il
fenomeno di questa notte alla leggenda di San Lorenzo, bruciato sui carboni ardenti
e si dice che le stelle cadenti siano le sue lacrime. Il santo fu martirizzato
il 10 agosto del 258 perchè si era rifiutato di consegnare al Prefetto di Roma
i tesori della Chiesa a lui affidati in qualità di primo diacono. I tesori, infatti,
non ce li aveva più: li aveva venduti e col ricavato aveva aiutato i poveri. Questo
perchè non voleva che cadessero nelle mani dell'imperatore. Quando quei beni gli
furono richiesti, portò tutti i poveri e gli ammalati della città dal Prefetto
dell'Urbe e disse: "Ecco i tesori eterni che non diminuiscono mai e fruttano sempre,
sparsi in tutti e dappertutto". Naturalmente il Prefetto non gradì né il 'danno'
né la 'beffa' e così decise di dare a Lorenzo una morte che fosse più crudele
possibile. Il santo fu posto su una griglia di ferro sotto cui un fuoco lento,
ma inesorabile, consumava le sue carni poco a poco. Si dice che egli non sentisse
quelle fiamme, pervaso com'era dall'amore di Dio, tanto che, a un certo punto,
disse al giudice: "Giratemi, da questa parte sono arrostito" e poco prima di morire
"Sono cotto a puntino, ora". Col tempo, si è quindi voluto legare a questo santo
e alla sua leggenda popolare un fenomeno che, a causa della rotazione della terra,
finisce per ripresentarsi ogni anno con una certa periodicità (tra le altre date,
oltre il 10 agosto, anche il 12 settembre e il 27 novembre). Scientificamente
si tratta di meteoriti di piccola massa che, a una velocità tra i 12 e i 72 km
al secondo, entrano nel campo di attrazione della terra. Intorno ai 150 km di
altitudine si incendiano, per poi disintegrarsi tra i 90 e i 100 (per questo,
il desiderio, bisogna averlo già pronto in testa, perchè la scia luminosa dura
davvero un attimo). Un'ultima curiosità: le stelle cadenti che vediamo sfrecciare
in agosto sono anche chiamate Perseadi, perchè il punto da cui provengono, nello
spazio, sembrerebbe essere una stella della costellazione di Perseo, nell'emisfero
boreale, ai margini della Via Lattea.
Ferragosto
Ferragosto, in origine, non era una festa limitata al giorno 15, ma durava tutto
il mese. Nasce infatti nel 18 a.C. quando il primo imperatore romano istituì le
feriae Augusti, cioè feste in onore di Augusto. Le celebrazioni religiose più
importanti che si svolgevano in questo mese erano quelle del 13 agosto dedicate
alla dea Diana, legata alla vita dei boschi, alle fasi lunari e alla maternità.
A questa festa, che si svolgeva presso il tempio sull'Aventino, era permesso partecipare
sia ai padroni sia ai servi, senza che per un giorno esistessero differenze sociali.
Le donne durante tutto l'anno appendevano all'interno del tempio tavolette votive
e consacravano alla dea le proprie vesti, per ottenere da lei un parto facile
e felice. In questo giorno invocavano Diana con l'epiteto di Lucina, cioè protettrice
dei parti. Nello stesso periodo si svolgevano feste in onore di altre divinità:
Vortumno, dio dei mutamenti ciclici delle stagioni e quindi della maturazione
dei frutti; Conso, dio del raccolto immagazzinato; Opeconsiva, personificazione
dell'abbondanza agricola. Tutte feste, dunque, legate alla prosperità e fertilità
della natura così come della donna. Oggi, il 15 agosto, oltre a festeggiare il
giorno di vacanza per eccellenza all'interno del periodo di ferie, noi celebriamo
la festa per l'Assunzione della Vergine Maria, che risulta imparentata proprio
con le feste antiche di cui sopra. L'origine di questa festività è infatti orientale:
in questo periodo veniva onorata la Grande Madre, la dea siriana Atagartis, metà
donna e metà pesce, considerata patrona della feritilità e dei lavori nei campi.
Questa funzione fu trasferita alla Madonna nei primi secoli, durante la diffusione
del cristianesimo, tanto che, a tutt'oggi, in Armenia, il giorno dell'Assunzione
vengono benedetti i grappoli d'uva. A Gerusalemme si cominciò a festeggiare l'Assunzione
all'inizio del VI secolo d.C., nella chiesa in cui si diceva fosse stata sepolta
Maria. Fu con l'imperatore Maurizio (582-602) che la celebrazione fu estesa a
tutto l'impero. Ma inizialmente l'evento era designato con il termine di Transito
o Dormizione di Maria (soprattutto in Oriente) e non esprimeva ovunque e chiaramene
l'idea dell'assunzione (di solito si limitava al concetto di incorruzione del
corpo di Maria). Fu a partire dal XVIII secolo che si cominciò a chiedere alla
Santa Sede la proclamazione ufficiale di questo dogma e fu Pio XII a concederla
il 1° novembre 1950.
L'Assunzione è celebrata con particolare calore:
Processione
dei Candelieri, a Sassari. Come spesso accadeva, la Città di Sassari
fu a più riprese colpita da pestilenze ed epidemie; anche in questo caso,
l'unico vero rimedio (certo le possibilità della medicina tardo medioevale
non lasciavano scampo) erano le solenni promesse di voto, che, in moltissimi casi,
hanno dato origine ad alcuni dei più caratteristici riti del Mediterraneo.
Non fa eccezione la "faradda" dei Candelieri, con la quale la città
mantiene la sua promessa di voto alla Vergine Assunta con un rito che perpetra
da secoli. La discesa dei Candelieri è certamente la festa più
importante della città, quella che suscita le attese e le ansie dei sassaresi,
il loro interesse, la passione e l'orgoglio, carica com'è di storia e di
tradizione, e che anche per questo attira un numero sempre maggiore di turisti.
Nove grandi ceri lignei,
corrispondenti ognuno ad un Gremio e dal peso misurabile in quintali, sfilano
danzando vorticosamente tra due ali di folla, sorretti da otto portatori, incitati
al ritmo incalzante di tamburi e pifferi, in un crescendo di entusiasmo e partecipazione.
Le esibizioni dei portatori riescono sempre ad entusiasmare turisti e sassaresi.
Le espressioni dei
gremianti, i costumi spagnoleschi che si tramandano, le figure dei tamburini e
dei pifferai che accompagnano il "Parajo" (il portatore della grande bandiera
del Gremio), i visi dei portatori dei candelieri tesi nello sforzo fisico necessario
per tenere ritto come un fuso il cero votivo, e per farlo ballare durante la discesa.
La Faradda conserva quell'antico fascino che le consente di sfuggire a copioni
prestabiliti e cliché. La folla che assiste, partecipa al passaggio dei candelieri,
dando vita a quella processione che, nata come segno di pietà, è diventata da
secoli una festa popolare e un'esplosione di gioia senza per questo dimenticarne
le origini votive.
Inchinata, a
Tivoli. La processione dell'Inchinata di Tivoli ha origini antichissime.
La sera del 14 agosto di ciascun anno, e la mattina successiva, la festa ripropone
il miracolo della Dormitio Virginis.Si celebra la morte della Madre di Dio: con
l'approssimarsi della sua morte gli Apostoli, sparsi in tutte le parti del mondo
furono avvertiti, per prodigio divino, e si ritrovarono tutti presso il suo letto.
Il Cristo allora scese dal cielo e, nel momento della morte, ne prese l'anima
sotto forma di fanciulla vestita di bianco. L'Inchinata ripropone, attraverso
le vie della città, il momento della visita di Cristo alla Madre e culmina nell'
incontro presso la piazza antistante la chiesa tiburtina di S. Maria Maggiore:
le due immagini allora si rivolgono un triplice saluto sotto forma di inchino.
Durante la notte le immagini della Vergine e del Cristo vengono posti nella chiesa,
una di fronte all'altra: la tradizione vuole che, nel silenzio e lontano dagli
sguardi dei fedeli, si parlino. L'immagine della Madonna è rappresentata
da una tavola dipinta nel XIII secolo dal famoso pittore e mosaicista romano Jacopo
Torriti. L'immagine di Cristo che viene portata in processione è un preziosissimo
trittico, solitamente custodito presso la seconda cappella a sinistra del Duomo
di Tivoli.
Corteo dei Battenti
a Guardia Sanframondi (BN). Ogni sette anni le strade di Guardia Sanframondi
vedono sfilare centinaia di uomini incappucciati con il petto coperto di sangue.
In una mano un crocifisso, con l'altra
battono il petto con la 'spugna', un disco di sughero con delle punte acuminate
mentre davanti e dietro a loro si ode il rumore delle catene di altri gruppi di
penitenti... Un culto che rimanda all'inizio del Millennio, alle origini stesse
del paese (il castello fù costruito dalla famiglia normanna dei Sanframondo
nel 1139). Qui probabilmente fu trasferita, proveniente da una delle tante Badie
benedettine del monte Taburno o anche dalla chiesetta di Limata, la statua lignea
con Bambino venerata col titolo di Assunta per la quale si fa festa di penitenza
settennale.