Le maschere e il Carnevale
Le tipiche maschere italiane, sono personaggi del teatro popolare, del
600 e del 700 Nascono dal teatro della strada, non hanno un carattere
ben preciso, recitano storie sempre uguali ma divertenti di litigi fra
padri e figli, di servi a volte molto furbi e di amori spesso impossibili.
E' Gianduia torinese
Meneghino milanese.
Vien da Bergamo Arlecchino
Stenterello è fiorentino.
Veneziano è Panatalone,
con l'allegra Colombina.
Di Bologna Balanzone,
con il furbo Fagiolino.
Vien da Roma Rugantino:
Pur romano è Meo Patacca.
Siciliano il buon Pasquino,
di Verona Fracanapa.
Arlecchino
è originario di Bergamo, ha una maschera nera, una spatola in legno e un
vestito di tanti colori diversi, un carattere stravagante un po’ scanzonato,
ma pieno di furbizia e di coraggio: è un servo in continuo litigio con il
suo padrone.
Colombina
la fidanzata di Arlecchino è veneziana, ha un vestito a righe bianche
e blu, ed è furba, allegra, maliziosa, un po’ pettegola.
Gianduia
è il re di Torino durante il Carnevale. Veste con una lunga giacca marrone
bordata di rosso, porta in testa un cappello a tre punte,il tricorno, e
ha un codino girato all’insù legato con un bel nastrino rosso. Un galantuomo,
di carattere allegro con buon senso e coraggio, ama il buon vino e la buona
tavola ed è il personaggio sempre presente nelle feste popolari torinesi,
dove non manca neppure la sua fedele compagna Giacometta.
Meneghino
è la maschera milanese per eccellenza, porta il cappello a tre punte, parrucca
e codino, giacca lunga rossa e marrone, le scarpe con la fibbia ed ha in
mano un ombrellino rosa. Il suo nome è un diminutivo di “Domeneghin”. E’
molto spiritoso è sempre pronto a scherzare.
Pantalone
invece vive a Venezia, porta sempre le pantofole ai piedi e veste molto
semplicemente con mantello nero e cuffia; è nervoso e rompiscatole, testardo
e brontolone, avaro, attaccatissimo al suo denaro.
Pulcinella
è la maschera di Napoli. E’ un servitore come Arlecchino, ma il suo carattere
ha sfumature molto contrastanti: furbo, coraggioso oppure vigliacco, gesticola
tantissimo, porta un camice bianco stretto da una cintura, una maschera
nera che fa risaltare il suo naso particolare e le rughe. Canta dolcemente
e prende la vita con allegria, senza prendersela troppo, è un grande mangiatore
di maccheroni.
Balanzone
Avvocato di Bologna, è la maschera più chiacchierona e saccente di tutte.
Le sue sentenze e i suoi consigli sono sempre farciti di latinismi storpiati
(il cosiddetto "latino maccheronico") e paroloni grossi, tanto da lasciare
la gente interdetta e a bocca aperta (chissà sequesto accade perché nessuno
lo capisce veramente?!). Indossa pantaloni e camicia nera, con un grosso
colleto bianco molto seicentesco. In testa porta un capello di feltro a
tese larghe, nero. Dalla cintura pende un pugnale o un fazzoletto e sottobraccio
porta sempre un grosso librone, simbolo della sua "cultura". Da vero emiliano
adora la buona cucina e i lauti pranzetti.
Stenterello
Originario della Toscana, è una delle maschere tipiche della tradizione
italiana. Indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi
rossi e neri, un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri
e corti. Ha una calza rossa e una a strisce bianco - azzurro e le scarpe
nere. In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il
codino. La sua dote migliore è la generosità poiché è sempre pronto ad aiutare
chi ne ha bisogno. Arguto, saggio, dotato di una buona dose di ottimismo
riesce sempre ad affrontare con coraggio e determinazione le situazioni
avverse. Un po' "mani bucate", è spesso ricercato dai suoi creditori.
Brighella
Anche la maschera di Brighella proviene da Bergamo. Inizialmente costui
era un servo furbo ed intrigante; vivace, chiacchierone, coraggioso, combina
guai, attaccabrighe, è, tra tutti, il più litigioso. Indossa una giacca
e un pantalone decorati con galloni verdi, il mantello è bianco con due
striscie verdi, mentre la maschera e il cappello sono neri. Sa suonare e
cantare molto bene e, nonostante il suo atteggiamento un po' fanfarone ed
arrogante, è sostanzialmente fedele ed altruista. Il suo nome descrive un
po' il suo carattere: Brighella, da briga, attacar briga.
Beppe Nava
(Sicilia) |
Rugantino
(Lazio) |
Il carnevale più antico.
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Pochi sanno
che il Carnevale di Fano (Pu) è, forse, il più antico d'Italia.
Le prime attestazioni scritte relative al Carnevale risalgono al 1347,
ma già nel 1450 si trova notizia di un Palio disputato con cavalli
ed asini, al termine del quale il vincitore festeggiava lanciando
verso gli spettatori delle offelle al miele. Un gesto simbolico, quello
del getto, che nel tempo si è trasformato, sino a diventare una vera
battaglia combattuta con gli spettatori presenti alle sfilate dei
carri, a colpi di cioccolatini. Dall'epoca medievale in poi, il Carnevale
di Fano è andato caratterizzandosi in modo specifico. A fine Ottocento
venivano già organizzate sfilate a piedi e con carri. Ma solo nel
1887 si decise di rendere costante questa usanza, attraverso la creazione
di un comitato incaricato dell'organizzazione. |
A Foiano
della Chiana in provincia di Arezzo, si svolge uno dei più antichi
carnevali d’Italia, nato nel 1866. A quell’epoca non c’erano ancora
carri veri e propri ma si svolgevano soltanto delle scorribande di
carrozze piene di gente mascherata. Nel corso degli anni poi, questa
manifestazione si è ingrandita, arricchita ed anche trasformata, sono
nate le bande folcloristiche, le piccole orchestre, tante burle e
tanti scherzi…. Oggi invece ci sono i carri allegorici e tanti gruppi
di persone, ogni anno, fanno gara per aggiudicarsi il premio del carro
più bello. |
Un salto a...
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Ivrea
(To). Comincia il giorno dell’Epifania il famoso carnevale di Ivrea,
quando lo squillo dei tamburi della banda annuncia l’inizio della
festa e il passaggio delle consegne al nuovo "generale",
arbitro della città in quei giorni. Sfilate in costume, presentazione
della “mugnaia, che deve essere una delle ragazze più belle della
città. Oltre al corteo storico, qui si svolge anche una battaglia
agguerritissima, quella delle "arance".
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Cento
(Fe). Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie
ad alcuni affreschi del famoso pittore centese Gian Francesco Barbieri
detto il “Guercino”. La festa ha mantenuto i connotati della manifestazione
tipicamente locale sino alla fine degli anni ‘80 quando è iniziata
una vera e propria rivoluzione. Dal 1990 il Carnevale ha fatto passi
da gigante fino ai vertici internazionali grazie anche al gemellaggio
con il Carnevale di Rio de Janeiro, il più famoso del mondo. |
Venezia.
Il Carnevale di Venezia resta una manifestazione unica nel suo genere
sia per la particolarita' della citta' che lo ospita, sia per quel
clima di festa e divertimento che per due settimane coinvolge indifferentemente
ogni aspetto della vita quotidiana e sia, soprattutto, per la raffinatezza
e l'eleganza delle maschere che vi partecipano. Si preparano tutt'oggi
feste e balli mascherati nei palazzi veneziani con lo stesso spirito
del 700. La 'bauta' tipica maschera dell'epoca e' considerata l'emblema
del carnevale veneziano. |
Ad
Oristano, la Sartiglia è una gara equestre dove cavalieri
al galoppo tentano di infilare con la spada una stella forata sospesa
al centro della strada, anche qui cortei storici in costume e, a conclusione
, la "sartigliedda", la gara per i bambini. |
I carri più famosi nel mondo…
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li
troviamo a Viareggio (Lu), ha forse il Carnevale più grande
di tutta Italia, i carri mascherati sono talmente enormi e grandi
da far girare la testa e la gente che si reca nella cittadina toscana
per vedere il carnevale dal vivo è davvero tantissima. Numerose le
manifestazioni insieme al carnevale: tornei di calcio, feste rionali,
fuochi d’artificio, balli in maschera …In quel periodo la città si
trasforma e pensa solo a divertirsi. |
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